Galleria

"Stradone di campagna"
Olio su tela spatolato
"Campagna salentina"
Olio su tela spatolato
"Paesaggio salentino"
Olio su tela spatolato
"Caseggiato salentino"
Olio su tela spatolato
"Casa con pergolato"
Olio su tela spatolato
"Case diroccate"
Olio su tela spatolato
"Scendendo dalla serra"
Olio su tela spatolato
"Muri a secco"
Olio su tela spatolato
"Muri a secco"
Olio su tela spatolato
"Terra arida con trulli"
Olio su tela spatolato
"Vecchi trulli"
Olio su tela spatolato
"Masseria"
Olio su tela spatolato
"Particolare masseria"
Olio su tela spatolato
"Vecchio pozzo con forno"
Olio su tela spatolato
"Marina di Andrano"
Olio su tela spatolato
"Marina di Andrano"
Olio su tela spatolato

Il Parassitismo

Il PARASSITISMO, nella sua essenza fenomenologia, lascia respiro ad una forte riflessione logico-matafisica. Al di là di ogni possibile contingenza e di ogni possibile barriera fisica, carpire la significanza oggettiva di tale fenomeno deleterio, vuol dire immergersi in un mondo, che al suo fondo cela un a razionale criterio di vita.

Il movimento latente del parassita riposa essenzialmente su un canone biologico, che non trova ancora risultanza alcuna nel nostro avanzato sistema scientifico di ricerca. Sicché, la “scienza” rigorosa deve cedere il passo alla esaltazione artistica più pregnante, in questo caso, di significanze e di aspirazioni, anche se concretizzata attraverso l’esplorazione più pura di un mondo conchiuso ed autosufficiente in sé e per sé.

Tuttavia tale tentativo artistico del Baldassarre si lascia apparire quasi istanza critica, sempre nell’ambito dell’intero, nei confronti di un fenomeno quanto mai negativo per il nostro processo biochimico; quasi protesta accorata, tenendo sempre di vista l’uomo in quanto uomo, che lotta per sopravvivere, nei confronti di una forza irrazionale, che lascia morire e intanto essa stessa vive.

Se di ogni cosa l’uomo è riuscito a darsi un significato,più o meno plausibile; l’artista, che prima di ogni altro uomo razionalmente realizzato sente e vede nel più profondo, ha cercato di scandagliare, con la sua intuizione pura, un fondo ancora misterioso. Perciò, se la scienza afferma che il Mistero non è più un MITO e, in quanto tale, è stato ormai demitizzato; il Baldassarre ci mette in guardia ancora una volta per questa falsa posizione, affermando, di conseguenza, un termine che sembra irrazionale, ma intanto razionale resta pur con la sua irrazionalità.

Interpretando gli intenti di Antonio Baldassarre con questa posizione, più o meno oggettiva, anche l’uomo comune può trarre, da questa VERNICE, un’intima sprone per allinearsi con quelli che hanno della vita una visione completa e, perciò, meno traumatizzante.

ROCCO ZINZI

Autoritratto

La ricerca estetica del Baldassarre trova ampia conferma in questa sua opera singolarissima in quanto catalizzatrice sia dell’espressione meramente pittorica, sia di quella ideologico-esistenziale.

In verità, non si tratta tanto di scindere una soluzione, quasi che si trattasse di un solvente o di un soluto, quanto di penetrare in un’unità che cela dentro di sé le due forze quella stessa unità costituenti: per cui, se da una parte guardiamo alla resa tecnica dell’opera, dall’altra dobbiamo tenerne presente il contenuto teoretico.

Infatti, nell'”Autoritratto”, il Baldassarre si vede bensì nella più intima contemplazione; tuttavia, non si tratta di un’alienazione dal mondo e dall’uomo; anzi, è lo stesso mondo, un mondo, è bene chiarirlo, accattivante perché pieno di mistero e di orizzonti lontani che fa da sottofondo a questa meditazione; è lo stesso uomo, un uomo che ha perso, ormai, la sua reale dimensione, che tenta di arrampicarsi sugli specchi di un’interiorità divenutagli esaltazione cibernetica e quantificatrice dei fenomeni.

In questa visione, contemplante e l’unità e le due forze, che di quest’unità si fanno quasi le membrane citoplasmatiche, si può intendere la cromatica estremamente sensibile e perfettamente armonizzatrice di luci e di ombre e, perché no!, del positivo e negativo storico in cui l’uomo si trova a giustificare la sua esistenza e la sua dimensione spirituale.

ROCCO ZINZI